Netflix aiuta la F1 a conquistare gli Usa, ma Verstappen non ci sta e attacca

Netflix sì o Netflix no. La Formula 1 arrivando in Usa, si interroga su Drive to Survive il prodotto che ha aiutato Liberty a sfondare in America… ma ecco che Verstappen si ribella.

Ian Parkes sul New York Times ricapitola come l’arrivo degli americani di Liberty Media nel management della F1 abbia cambiato il destino del campionato negli Stati Uniti. “Il Gran Premio – scrive il New York Times – è diventato popolare, con una partecipazione in aumento di circa il 20 percento dal 2015. Quest’anno sono attese più di 350.000 personedurante il fine settimana”.

Epstein sostiene che avrebbero potuto vendere anche 100 mila biglietti in più. L’areaRodeo Driveway è attrezzata con negozi, ristoranti, le giostre per i bambini. La crescita nel pubblico USA viene spiegata con il successo della serie Drive to Survive su Netflix. Epstein spiega che un grosso numero di biglietti viene acquistato per transazione, un indizio del fatto che vengono le famiglie.

Se Netflix ha aiutato la Formula 1 a conquistare l’America, non tutti sono contenti. Sentite Verstappen ad esempio:

“Capisco che debba essere fatto per aumentare la popolarità della Formula 1 in America – ha dichiarato Verstappen all’Associated Press – ma per quanto mi riguarda, come pilota, non mi piace farne parte”.

“Hanno simulato alcune rivalità che in realtà non esistono – ha ribadito – quindi ho deciso di non farne parte e non ho più rilasciato interviste, almeno così non hanno nulla da poter mostrate. Non sono davvero un tipo da ‘dramma spettacolare’, vorrei solo vedere fatti e cose reali”.

“La rivalità con Lewis? Probabilmente nello show di Netflix io e Lewis saremo raccontati così, una volta ci siamo incrociati camminando, quindi probabilmente sarà cucita una storia ad hoc. Sono solo un ragazzo normale cresciuto in una piccola città, queste cose come il dramma sportivo, non fanno per me. Non è il mio mondo”.

“Il problema è che ti presentatno nel modo in cui vogliono – aveva già detto in passato – qualunque cosa tu dica, cercheranno di farti apparire in modo più…spericolato o comunque di fare che tutto si adatti alla trama della serie. Quindi, personalmente non mi è piaciuto molto”.

Share Button
umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

1 commento

  1. Verstappen mi e’ indigesto , ma in questo caso mi levo il cappello e gli faccio un applauso.
    Gli americani , da grandi capitalisti quali sono, sacrificano tutto col solo unico fine del profitto.
    Quindi in nome dello showbusiness purchessia stanno tramutando tutto cio’ che toccano nel modello “wrestling”.
    Ora hanno in mano la F! , piano piano si stanno infiltrando anche nel calcio..
    Se vi piace cosi……..

Rispondi

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.